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Feb 19 2019

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LA RIPA CHE DE-GUSTA: IL PIACERE DEL VINO AL CONVENTO

Organizzato dalla ASSOCIAZIONE CULTURALE DIAFORA’ CON IL SOSTEGNO DELLA COOPERATIVA SOCIALE LA FENICE ONLUS, si svolge nella propria Sede, al Convento della Ripa di Desenzano di Albino, il martedi sera, dal 19 febbraio al 26 marzo alle ore 20,30. Visita alla cantina da definire e comunque un sabato del mese di aprile-maggio.

È il primo approccio al complesso mondo della produzione del vino. Introduce i primi essenziali rudimenti sulla viticoltura e sull’enologia, ovvero sul mondo della produzione dell’uva e della sua trasformazione in vino. È una sorta di percorso ideale dalla vigna alla tavola, da quando cioè si pianta una vigna a quando si imbottiglia il vino. Il tutto visto sotto l’imprescindibile lente della degustazione, momento importante di conoscenza e di verifica – per un attento e consapevole consumatore – della bontà e dell’efficacia dei passaggi precedenti. Alla pratica della degustazione del vino vengono dedicate le prime 2 lezioni, da una prima e generale introduzione all’approfondimento successivo dei tre momenti fondamentali: l’esame visivo, olfattivo e gustativo. Nelle successive 4 lezioni verranno approfonditi i vari tipi di vinificazione, la formazione di una cantina e l’introduzione agli abbinamenti cibo-vino.

Nelle sei lezioni si degusteranno 32 vini (+ 1 o 2 difettosi). Di fondamentale importanza, per verificare e consolidare quanto appreso in teoria, la visita ad una cantina di produzione al termine degli incontri, a discrezione del ASSOCIAZIONE DIAFORÀ.

Il corso sul vino vuole promuovere un nuovo approccio per avvicinare al vino un pubblico sempre più ampio, concentrando una maggiore attenzione al concetto del “buono, pulito e giusto”, nella direzione di una “geosensorialità” in cui alla piacevolezza organolettica si coniuga la sostenibilità ambientale e “quel rapporto virtuoso del vignaiolo con il proprio territorio” (Slow Wine 2019).

Prima lezione
Brindisi introduttivo
Slow Food e il vino
Bere meglio
Breve storia del vino in Italia e nel mondo
Introduzione alla degustazione
L’universo sensoriale
I sensi nella degustazione
Degustare è…
I ferri del mestiere
I colori del vino
Degustazione tecnica 4 vini

Seconda lezione
Degustazione introduttiva
L’ambiente naturale
Dalla vigna alla cantina
Profumi, aromi, boquet
Il gusto del vino
Degustazione tecnica 4 vini

Terza lezione
Degustazione introduttiva
La viticoltura biologica
La viticoltura biodinamica
Dal mosto al vino
Il Vino
Utilizzo della solforosa: benefici e controindicazioni
La vinificazione in Bianco
La conservazione dei vini bianchi
Degustazione tecnica 5 vini

Quarta lezione
Degustazione introduttiva
Gli Spumanti
Il metodo Classico (champenoise)
Il Metodo Charmat
Come si legge l’etichetta
Degustazione tecnica 4 vini + 1 difettoso.

Quinta lezione: i Vini Rossi
Degustazione introduttiva
Vinificazione in rosso
Vinificazione in rosato
La macerazione carbonica.
Maturazione e invecchiamento
Lo stato evolutivo
Botti e Barriques
Vino d’annata
Tipicità o gusto internazionale
I parametri di Slow Wine: grande vino, vino slow e vino quotidiano
Degustazione tecnica 5 vini (di cui un vino per parametro di Slow Wine)

Sesta lezione: i Vini da Dessert e da Meditazione
Degustazione introduttiva
I vini speciali
Spumanti e frizzanti
Vini Passiti
I vini fortificati o alcolizzati
Vino e cibo
Il vino nella cucina
Abbinamento cibo-vino
Farsi una cantina
Degustazione tecnica 5 vini

Finale: Visita ad una Cantina
inserita nella Guida Slow Wine in giorno ed ora da concordare con i partecipanti

Ai partecipanti verrà dato:
– il libro Il piacere del vino – Slow Food Editore
– il Taccuino del Degustatore.

Sede: Convento della Ripa di Albino

Posti disponibili:  nin. 14

costo: € 120,00 per i Soci Slow Food; i partecipanti non ancora Soci dovranno associarsi € 25,00, € 10,00 per gli U31

Info e iscrizioni: condotta@slowfoodvalliorobiche.it  tel.  335336334 entro e non oltre il 12 febbraio 2019

18 luglio 2019: NOTTE ROSA


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Focus. Convento della Ripa

Edificato nella seconda metà del XV secolo a Desenzano di Albino, è un luogo di grande suggestione architettonica e storica.

Il 9 ottobre 1440, presso il notaio Gabriele Borrelli, sotto gli occhi di molti testimoni, viene redatto un documento che racconta ciò che è appena avvenuto a Desenzano, nella Valle Seriana Inferiore. Venturina, una ragazzina di undici anni, affetta da un male che le aveva fatto “morire” la gamba sinistra, è guarita: è stata la Madonna, “apparsa in tutto il suo splendore”, a compiere il miracolo e a chiederle di fare erigere su una “certa ripa” una cappella per ricordare a tutti quel che è accaduto.

Ecco il primo nucleo della RIPA, luogo di devozione alla Vergine, costruito grazie al contributo di Conzino Signori di Comenduno e di molte altre donazioni: prima semplice cappella, poi chiesa e, pochi anni dopo, convento della Congregazione dei Carmelitani di Mantova. Anche oggi il complesso è formato da un convento e da due chiese: l’una, ad aula unica con presbiterio a terminazione rettilinea, è chiamata “superiore” perché nel 1478 venne edificata una seconda chiesa, detta invece “inferiore”, dedicata all’Annunciazione, per dare spazio al fervore religioso dei pellegrini e garantire la serenità e il raccoglimento in preghiera dei frati. Quest’ultima è ora riconoscibile solo dall’esterno essendo oggi utilizzata come lattoneria.

Molte e interessanti sono invece le testimonianze artistiche che ornano la chiesa superiore e ne testimoniano l’importanza come centro di culto per il territorio: i tondi della bottega dei Marinoni, posti negli spicchi della volta a ombrello all’ingresso; il Padre eterno circondato da angeli, affrescato nella lunetta del nicchione absidale e l’affresco che raffigura la Madonna col Bambino e Santi.
Di particolare valore sono gli interventi di entrambi i Moroni, padre e figlio, relativi all’altare della Vergine del miracolo.

Tra il 1595 e il 1596 venne incaricato il pittore bergamasco Enea Salmeggia, detto il Talpino, per la realizzazione del quadro rappresentante la Vergine con i santi Pietro, Alessandro, Arnaldo da Comenduno (o Agostino) e Alberto Carmelitano: il dipinto, firmato e datato “Aeneas Salmetia Bergomensis F.1596”, si può dunque ammirare sull’ancona dell’altare maggiore.
Legati, indulgenze, feste, fiere: sono molteplici i segni che testimoniano il rapporto strettissimo tra convento e territorio nei secoli XVI e XVII.
Quando, nel 1738, la visita pastorale del vescovo di Bergamo attesta la presenza nel convento della Ripa di otto Padri e quattro laici, risulta evidente la contrazione in atto, in linea con quanto avviene altrove e che dalla metà del Settecento interessa anche i territori della Repubblica di Venezia. Nel 1788 il Monastero viene soppresso ed il patrimonio venduto in un’asta ai privati: ad un patrizio di Bergamo, Antonio Adelasio, i beni di Gavarno; a Lorenzo Zanchi e Pietro Bertani, i terreni di Desenzano e Comenduno. Il 20 marzo 1801 Pier Girolamo Zanchi vende a Luigi Briolini per 62500 lire l’ex convento e il possesso della Ripa. La famiglia Briolini userà il convento per insediarvi una filanda.

La Cooperativa Sociale La Fenice Onlus acquista il Convento nel settembre 2007. Oggi è sede dell’Associazione Diaforà.

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