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Mar 01 2016

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SENZA API NON C’È VITA

In Usa nasce la prima banca genetica per preservare la specie

Allarme scomparsa api (segnalata più volte da Slow Food, n.d.r.). E il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (Usda) crea la prima banca genetica per preservare questi delicati insetti.

Intere popolazioni di api sono sparite negli ultimi decenni in tutto il pianeta: solo negli Stati Uniti le perdite medie delle colonie gestite dagli apicoltori sono aumentate di circa il 30% all’anno a causa di agenti patogeni, parassiti, alimentazione carente e pesticidi. Così un gruppo di ricercatori provenienti da Fargo (North Dakota) ha iniziato a utilizzare la criogenia per conservare gli embrioni e lo sperma delle api. Operazione non facile, dal momento che gli embrioni di ape hanno le dimensioni di un punto in un messaggio di testo. “Da quanto ne sappiamo, l’ape è l’unica specie domestica che non ha una banca dello sperma o per la conservazione dei suoi geni” afferma Joe Rinehart, microbiologo che lavora per perfezionare il congelamento degli embrioni di ape, e uno dei pochi esperti che hanno contribuito a rendere Fargo un centro chiave a livello mondiale per la crioconservazione degli insetti.

La creo conservazione prevede, quindi, un’operazione delicata per rimuovere l’acqua dalle cellule prima di essere raffreddate a -250°F (-121°C). Un processo noto come vetrificazione. “L’acqua è un male perché si trasforma in ghiaccio – spiega Rinehart –, e il ghiaccio è a punta. E’ come una piccola sega circolare che lacera le cellule”. Una volta vetrificati, gli embrioni vengono stoccati in azoto liquido a -320°F (-160°C), così da poter essere conservati per lunghi periodi in impianti criogenici dell’Usda. Per quanto? “Noi diciamo fino alla fine della civiltà occidentale – dichiara -. Ovvero, fino a quando si dispone di una società che può fornire azoto liquido”.

La banca genetica sorgerà a Fort Collins, Colorado, e contribuirà a preservare la diversità genetica delle api mellifere, in particolare per alcuni tratti come la resistenza ai parassiti o alle malattie e l’efficienza di impollinazione.
I ricercatori stimano comunque che ci vorranno almeno tre anni per imparare i tempi specifici della procedura: tutta l’operazione, infatti, deve svolgersi in 40 minuti e quando gli embrioni hanno solo tre giorni di vita. La speranza dei ricercatori non è solo di costruire una banca del gene, ma di riuscire a inseminare le regine con lo sperma conservato per criogenia, così da avviare nuove colonie. La ricerca, ovviamente, è molto difficile, data la vita brevissima di questi insetti, e la maggior parte degli sforzi sono volti a mantenere in vita le api ai fini della raccolta degli embrioni.

Mentre il laboratorio Fargo lavora sul processo di conservazione, un comitato di apicoltori, ricercatori universitari e scienziati del governo sceglierà le linee genetiche di api da conservare.

Rinehart prevede un giorno in cui i ricercatori o gli apicoltori potranno ordinare api con la linea genetica desiderata semplicemente da un catalogo: un sistema che non solo aiuterà la ricerca, ma creerà una nuova industria per fornire più opzioni genetiche agli apicoltori.

fonte: Il Sole 24ore, Maria Teresa Manuelli, 29.02.2016

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