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Mar 22 2022

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CILIEGIO, PESCO,ULIVO: QUELLE VARIETÀ RUSTICHE DIMENTICATE CHE RESISTONO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Recuperate dal CREA oltre ottanta antiche varietà siciliane di agrumi, pesche e olive che saranno messe a dimora sul versante orientale dell’Etna e poi affidate ad agricoltori “custodi”

Le chiamano varietà neglette perché non hanno mercato. Alcune sono piene di semi, altre sono difficili da conservare o hanno una polpa piuttosto scarsa. Malgrado lo svantaggio di partenza queste cultivar dimenticate di frutta offrono qualcosa di più che una semplice curiosità botanica. Sono piante rustiche, un serbatoio di biodiversità agricola dove si tramandano risposte ancora invisibili al riscaldamento globale. C’è il ciliegio che tollera gli inverni più miti o il pesco immune ai parassiti. Specie quasi introvabili se non in qualche mostra pomologica. Ora però ad Acireale in provincia di Catania sono state recuperate dal CREA (https://www.crea.gov.it/web/olivicoltura-frutticoltura-e-agrumicoltura/aziende-sperimentali/-/asset_publisher/6Qckqpy9bYsS/content/san-salvatore-acireale-ct-)

oltre ottanta antiche varietà siciliane di agrumi, ciliege, pesche e olive un tempo presenti sull’isola. Hanno un valore storico e caratteristiche di resistenza alle pressioni ambientali nascoste nel loro germoplasma. Una copia intera di tutta la collezione è cristallizzata in celle climatiche dove le piante sono allevate in vitro in modo da avere una sorta di assicurazione sulla vita. Ma questi esemplari saranno anche moltiplicati in un campo sperimentale sul versante orientale dell’Etna per poi essere affidati in numero ad agricoltori custodi, una figura ufficiale di volontario verde prevista dall’ordinamento siciliano.     

Una delle cultivar più interessanti del progetto, che si chiama “Valutazione delle risorse genetiche frutticole siciliane”, è il ciliegio kronio, coltivato soprattutto nella parte occidentale della Sicilia. “È una varietà che ha un fabbisogno contenuto di freddo. Il ciliegio, come tutte le piante, ha bisogno di un determinato periodo di temperature rigide per fiorire e fruttificare – spiega Marcello Cutuli, ricercatore del CREA nella sede di Acireale e coordinatore scientifico del progetto – e il kronio ne ha bisogno di meno della metà del ciliegio comune. Un comportamento che potrebbe rivelarsi interessante per fronteggiare inverni sempre più miti”. Ma non è l’unico: questo relitto agricolo è anche autofertile, ovvero è indipendente dagli insetti impollinatori e può riprodursi anche in totale solitudine. Ci sono poi genotipi a maturazione tardiva, come il ciliegio cirasa bianca, o quelli a portamento piangente più semplici da lavorare.

Tra le varietà selezionate per la conservazione in vitro ci sono anche le antiche pesche tabacchiere dell’Etna, una specie a rischio di estinzione sostituita con nuove varietà derivate da programmi di miglioramento genetico che ne hanno certo ridotto i difetti ma rinunciando ai caratteri organolettici tipici di questa cultivar vulcanica.

Per gli agrumi, la Sicilia è uno degli hotspot di biodiversità agricola. Una delle rarità ospitate nella banca genetica di Acireale è l’arancia Vaniglia oggi coltivata sporadicamente nelle zone di Ribera in provincia di Agrigento. “Appartiene al gruppo delle arance bionde e ha un contenuto molto basso di acidità. – aggiunge Cutuli – È particolarmente ricercata da chi ha problemi di gastrite ma il suo sapore dolce è forse poco gradevole al nostro palato abituato al contrasto dolce-acido delle arance. Fino a cinquant’anni fa era molto presente sulle tavole dei siciliani oggi è introvabile se non in qualche mercatino dei contadini”.

Un discorso diverso riguarda l’olivo, l’ultima delle specie interessate dal progetto finanziato nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della regione siciliana. Molte varietà storiche sono oggi tuttora coltivate ma ce ne sono altre meno comuni. Come l’olivo Calatina originario della zona di Caltagirone che si presta alla raccolta meccanizzata negli impianti intensivi, perché è una pianta compatta e con rami molto flessibili.  Fonte: la Repubblica, GREEN&BLUE, Fabio Marzano, 22.03.2022

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