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Set 26 2022

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CONTO ALLA ROVESCIA: È GRATIS E AL PARCO DORA RISCOPRE LA PERIFERIA

Dal 22 settembre a Torino la nuova edizione del grande evento di Slow Food: in programma centinaia di appuntamenti, il Salone del Gusto e il Salone off

Progetti alla mano, gli installatori scaricano materiali dai tir e costruiscono come mattoncini Lego il Salone che verrà. E tra non molto, perché dal 22 settembre Terra Madre – Salone del Gusto riporterà Torino per cinque giorni al centro dell’enogastronomia mondiale. L’evento di Slow Food scalda i motori, e mentre a Parco Dora una pedana diventa la base di uno stand, i pali vengono piantati per sostenere i gazebo, sotto lo sguardo della suggestiva struttura post-industriale, in un piacevole effetto Tetris che incastra storia, acciaio e plastiche, in piazza Castello, sede della Regione, le istituzioni si presentano compatte, con il governatore Alberto Cirio e il sindaco Stefano Lo Russo. Si sa, il cibo unisce e gli amministratori elencano il menu di incontri ed eventi che serviranno a valorizzare il territorio torinese e piemontese.

I “50th best” sono uno di questi, Cirio anticipa le aspettative e rispetto a quando dichiarato domenica e riportato da La Stampa, che si lavora per portare il meglio degli chef mondiali a Torino nel 2024, rilancia e dice «che potremmo farcela già nel 2023» e sarebbe un gran colpo. Nel frattempo, ecco “Terra Madre” e non è poco: centinaia di eventi (calendario completo su 2022.terramadresalonedelgusto.com/), un Salone e un Salone off per coinvolgere la città da nord a sud e portare la periferia in centro – o chi vive il centro in periferia – per un caffé, per la scoperta dei cibi fermentati come il trahana della Bulgaria o per capire come fanno gli spagnoli che del cibo non buttano via niente. O conoscere uno chef tristellato giapponese – Shinobu Namae – che dialoga con un ristoratore siciliano.

C’è un filo conduttore, in questa edizione di “Terra Madre”, ed è rigenerazione: del nostro pianeta, della nostra agricoltura e scendendo a chilometro zero, delle aree post industriali come Parco Dora, che possono reinventarsi e diventare un melting pot. Raggiungibile in auto, con i mezzi pubblici o in bici: «È un po’ scomodo», sussurrano in molti. Sono 12 minuti in auto, 20 in bici, fra i 30 e i 40 in bus, partendo da Porta Nuova. Un tempo sostenibile, se si vuole comprendere come sta cambiando il mondo, come può essere cambiato dal singolo.

«Perché il sistema clima è in crash – dice Lo Russo – e dobbiamo comprendere come cambiano i modelli di sviluppo». Dall’industria agli allevamenti, all’agricoltura, al cibo che finisce in tavola e, troppo spesso, nella pattumiera.   Fonte: laRepubblica, IL GUSTO,  Lorenzo Cresci, 15.09.2022

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