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Feb 22 2023

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LA RICERCA SCIENTIFICA SULLE INDICAZIONI GEOGRAFICHE A SOSTEGNO DELL’AGROALIMENTARE ITALIANO

Dop e Igp non solo produrranno 20 miliardi di euro di “Dop Economy” nel 2023, ma vantano un patrimonio di 200 studi e 18.000 presenze bibliografiche

Dop e Igp “asset” economico e sociale per l’Italia

Dai cambiamenti climatici al “nutriscore”, dalle etichette con gli “health warning” alle fake news, dalla crisi energetica alla concorrenza sleale sui mercati, per sostenere l’agroalimentare italiano nell’affrontare queste nuove sfide globali scendono in campo la ricerca e la comunicazione scientifica internazionale sulle Indicazioni Geografiche, che, dal cibo al vino, non rappresentano più solo l’alta qualità raggiunta dalle produzioni Dop e Igp made in Italy, ma un vero e proprio “asset” economico e sociale per il nostro Paese, che è leader in Ue, e dove la “Dop Economy”, secondo l’Osservatorio Ismea-Qualivita, nel 2023 produrrà un valore prossimo ai 20 miliardi di euro. Lo fa, da oggi e con una strategia di lungo periodo, da “Italia Next Dop – Primo Simposio Scientifico filiere Dop Igp”, di scena oggi a Roma, promosso dalla Fondazione Qualivita in collaborazione con i soci fondatori Origin Italia, Csqa Certificazioni, Agroqualità, Poligrafico e Zecca dello Stato.

Oltre 800 stakeholder del settore agroalimentare di qualità italiano hanno partecipato al Simposio e alla presentazione dei 90 progetti di ricerca sulle Dop Igp italiane, una selezione del grande patrimonio scientifico agroalimentare sulle Ig tracciato da Qualivita che comprende 200 ricerche attive e 18.000 presenze bibliografiche. “Investire nella ricerca vuol dire puntare ad essere sempre più competitivi e sostenibili. In Legge di Bilancio abbiamo destinato 225 milioni di euro all’innovazione, che dobbiamo rendere nostra alleata nella valorizzazione della grande tradizione agroalimentare e vitivinicola italiana”, ha detto il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. “L’Italia, leader in Europa del settore delle Dop Igp, si è messa in moto per prima nell’affrontare le grandi sfide che sono davanti a noi – ha sottolineato il presidente del Comitato Scientifico di Qualivita, Paolo De Castro – grazie allo specifico bagaglio di competenze consolidate degli operatori e alla grande capacità dei Consorzi di Tutela di coordinare lo sviluppo, il connubio con il grande patrimonio scientifico agroalimentare nazionale può essere costruito rapidamente e risultare la chiave del successo futuro”.

Le 50 relazioni presentate durante le sessioni scientifiche hanno offerto un’ampia fotografia del settore e dei suoi possibili sviluppi. La sessione “Qualità” ha mostrato, in particolare, la rilevanza di un cibo con caratteristiche nutrizionali ben codificate e orientate al benessere nel contribuire alla crescente qualità produttiva. Il panel “Normativa” ha evidenziato come i sistemi agroalimentari di qualità evolvono grazie ad una legislazione rigorosa, coerente e trasparente a garanzia di consumatori e produttori. La sessione “Governance” ha invece evidenziato l’importanza di un sistema di produzione coordinato che garantisce sicurezza alimentare e rispetto dei valori della filiera e la centralità dei Consorzi di Tutela nell’intervenire su numerose sfide: dai mercati, all’occupazione, dalla formazione degli operatori alla difesa delle risorse naturali del territorio fino allo sviluppo di forme di turismo esperienziale evoluto. Il panel “Sostenibilità” ha testimoniato la crescente consapevolezza delle filiere sull’implementazione di processi di sviluppo sostenibile a tutto tondo, dall’ambiente al sociale, frutto di un’impronta etica ben riconoscibile. Gli studi illustrati in ambito “Mercati” hanno offerto un nuovo impulso alla comprensione dell’evoluzione dei mercati e all’individuazione di nuovi sbocchi commerciali per le aziende, grazie anche all’analisi su strategie di differenziazione di prodotto e di internazionalizzazione. Infine, la sessione “Marketing” ha mostrato in particolare come attraverso le tecnologie attuali – il cosidetto “Martech” – si possa valorizzare le certificazioni e come i processi di comunicazione della qualità debbano assumere un ruolo sempre più profondo rispetto al tradizionale messaggio pubblicitario, veicolando certezze e informazioni di garanzia in tempo reale oltre a notizie chiare e specifiche su tutti gli elementi della filiera.
Per finanziare ulteriori attività di ricerca, Fondazione Qualivita, con il patrocinio di Banca Mps nel progetto Mps Agroalimentare, ha assegnato il primo Premio “Ricerca Ig – Italia Next Dop” al progetto Life Green Sheep del Consorzio per la Tutela della Igp Agnello di Sardegna e da Agris Sardegna per ridurre l’impronta di carbonio della carne e del latte ovino del 12% entro 10 anni, miglior interprete della divulgazione scientifica. Ma ha lanciato anche il progetto “Qualivita 2030”, sulla scia della strategia “Farm to Fork” e dell’agenda Onu per lo sviluppo sostenibile per promuovere la conoscenza scientifica sulle Indicazioni Geografiche.   Fonte: WineNews, 22.02.2023

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