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Lug 18 2019

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LE ULTIME DAL VIGNETO

Nutrizione del suolo, superamento del rame, nuovi portainnesti: le ultime dal vigneto. Ecco i fronti su cui si sono focalizzate ricerca e sperimentazione del Wine Research Team, la rete di 40 cantine guidata da Riccardo Cotarella

L’importanza della nutrizione del suolo e le tecniche più attuali per gestire al meglio il sistema vigneto, la gestione della difesa fitosanitaria senza il rame, le nuove tipologie di portainnesti: ecco i tre fronti su cui si sono focalizzate la ricerca e la sperimentazione in vigna del Wine Research Team, la rete di 40 cantine del Belpaese, guidata da Riccardo Cotarella, e nato per produrre vini sempre migliori grazie alla ricerca, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica e alle sfide climatiche del nuovo millennio, riunitisi nei giorni scorsi in assemblea coordinati dal Presidente Vincenzo Tassinari, con l’intervento dei relatori Sergio Cimino, Jolanda Tinarelli e Riccardo Cotarella. Che, insieme al professor Attilio Scienza ed al professore Salvatore Romanazzi, ha presentato i risultati di alcune importanti ricerche e sperimentazioni sull’importanza della nutrizione del suolo e le tecniche più attuali per gestire al meglio il sistema vigneto. In tal senso è stata condotta una sperimentazione, in collaborazione con Eurochem, proprio sulla nutrizione del vigneto: un confronto sullo stesso vitigno, trattato con tre approcci nutritivi diversi, che ha manifestato risultati sorprendenti in fase degustativa, con i tre vini ottenuti che presentavano profili sensoriali ben distinti.

La seconda importante sperimentazione, condotta in particolare su alcune parcelle dell’azienda Moncaro, riguarda la gestione della difesa fitosanitaria riducendo (o addirittura eliminando) il rame, che, benché autorizzato anche nella viticoltura biologica, può creare notevoli problemi sia a livello di mosti che alla vitalità del terreno stesso. Infine, la sperimentazione su nuove tipologie di portainnesti: negli ultimi 3 anni le aziende aderenti al Wine Research Team avevano dedicato 10 ettari di vigneti sperimentali con i portainnesti della serie M, su diversi territori delle regioni italiane. Nel corso della prossima vendemmia le uve ottenute verranno vinificate a parcelle separate per verificare, sia a livello analitico che degustativo, le effettive potenzialità di questi nuovi portainnesti resistenti a siccità e calcare.

La continua ricerca sul campo condotta dagli scienziati e dai tecnici aderenti al Wine Research Team si estende anche all’utilizzo di tecnologie avanzate in grado di agire direttamente sul terreno: è il caso di Polygreen, tecnologia presentata dalla professoressa Pozzato e dal dott. Vignola, ovvero l’impiego di ammendanti a base di poliacrilato di potassio, il quale, una volta interrato, è in grado di assorbire l’acqua gonfiandosi e rilasciarla quando l’umidità relativa del terreno diminuisce. Questa tecnologia ha un evidente impatto potenziale enorme, poiché permetterebbe una gestione più razionale e sostenibile delle risorse idriche. Approdando infine in cantina, il Wine Research Team ha condotto un’altra importante sperimentazione con l’obiettivo di creare spumanti ottenuti solo dall’uva, attraverso la sostituzione del mosto concentrato o dello zucchero di canna con lo zucchero cristallino d’uva: oltre alla ricerca di una maggior qualità organolettica, fondamentale è la verifica della presenza di eventuali inquinanti, purtroppo spesso presenti anche rispettando i protocolli tradizionali. Fonte: WineNews, 18.07.2019

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