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Ago 01 2022

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TERRA MADRE, LA SFIDA È NEL SEGNO DELLA RIGENERAZIONE

A Torino torna il Salone del Gusto: dal 22 al 26 settembre l’area industriale recuperata di Parco Dora diventa la sede per far dialogare luoghi e alimentazione

Food RegenerAction, opera di Mach505 (@Alessandro Vargiu) 

Prepariamoci a una edizione di Terra Madre – Salone del Gusto nuova, diversa, “rigenerata”, in linea con il suo tema: “Regener-action”, appunto. È la prima – dopo 14 appuntamenti – senza Carlin Petrini al timone. Un passaggio di testimone che era già nell’aria da un paio d’anni, ma che è stato formalizzato due settimane fa: «Io starò ai margini e non interferirò, ma avrò il piacere e la curiosità di vedere come ve la caverete: non abbiate paura di essere visionari» ha detto il patron di Slow Food lasciando la presidenza internazionale dell’associazione che ha fondato, e che da 33 anni si batte per il “cibo buono pulito e giusto”. Al timone ora c’è l’agronomo ugandese Edward Mukiibi, 36 anni (tra i grandi meriti il progetto “orti in Africa”) e l’impegnativo compito di prendere il testimone di un uomo che è riuscito a comunicare un’idea rivoluzionaria: cibo non vuol dire solo turismo, non è solo cultura o stile di vita, ma è anche, e soprattutto, politica, «mangiare è un atto agricolo e produrre è un atto gastronomico». 

Carlo Petrini (@Alessandro Vargiu) 

Mukiibi ha annunciato il suo arrivo al Parco Dora dal 22 al 26 settembre. Un luogo inedito per Terra Madre: per la prima volta infatti l’evento esce dal Lingotto Fiere e pure dal centro (nel 2016 era al Valentino) e sceglie una periferia, a Nord di Torino, città che si sta ritagliando un ruolo sempre più importante nella diffusione di un nuovo ecologismo, più concreto, un nuovo modo, più consapevole e rispettoso, di intendere il rapporto con l’ambiente. Non a caso proprio qui, in questi giorni, è in corso il secondo raduno internazionale dei Fridays For Future. 

Parco Dora è un’oasi ai margini tra quartieri difficili. Un’araba fenice. Non un posto qualsiasi, quindi. Nulla è casuale quando – com’è nella mission di Terra Madre – si vuole lanciare un messaggio. E allora anche i luoghi “parlano” e raccontano una storia, di rigenerazione in questo caso. Il Parco Dora ne è «un simbolo potente – dice Serena Milano, direttrice Slow Food Italia – oltre 33 ettari ricavati sui siti dismessi di cinque fabbriche della Fiat e della Michelin, attive fino agli Anni 90. Una metamorfosi straordinaria, il contesto ideale per questa edizione perché dimostra che la rigenerazione è già in atto e che il primo nostro compito è quello di riconoscerla». 

La presentazione del Salone del Gusto (@Alessandro Vargiu) 

Accolti dal murales super pop dello street artist Mach505, con quella chiocciola di Slow Food capovolta a formare le due “o” di food, si varca – gratuitamente – la soglia del Parco dal 22 settembre per (ri)trovare i laboratori, le attività di educazione, gli eventi speciali sul cibo e gli orti al museo dell’Ambiente, nato nell’ex mensa della Michelin (altra “rigenerazione”), le cucine di Terra Madre, il mercato, gli incontri con le migliaia di produttori dal mondo, anche da Afghanistan e Taiwan, contadini, pastori, pescatori, artigiani, i focus sulle spezie e sulle api, sui latticini, i lievitati o il caffè: l’ultima novità, annunciata sul sito 2022.terramadresalonedelgusto.com (da tenere d’occhio perché in continuo aggiornamento) è un viaggio nel mondo degli specialty coffe all’interno della Factory di 1895 a Settimo Torinese. Tra le novità a tavola, invece, la cena “Barbie” con le più brave cuoche italiane, guidate dalla chef stellata Cristina Bowerman, che cucineranno la pasta del Pastificio Di Martino per promuovere due diritti fondamentali: al cibo, e al gioco. Il Parco sarà diviso in macro aree, ci sarà quella dedicata alla biodiversità, con al centro le filiere dei grani (mai così importante come in questo cupo anno di guerra in Ucraina), le farine e il pane, simbolo potente di rigenerazione che porta con sé valori sacrali e spirituali, poi l’area dedicata all’educazione, e infine lo spazio per l’attivismo, con le battaglie di Slow Food, come quella per salvare le api (custodi della biodiversità), per la quale è stato raccolto più di un milione di firm.  Fonte: la Repubblica, IL GUSTO, Miriam Massone, 29.07.2022

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