Educazione alimentare, biodiversità e conoscenza dei prodotti del territorio al centro dell’incontro con gli studenti del primo anno dell’Istituto Mamoli di Bergamo.
Educare le nuove generazioni a un rapporto consapevole con il cibo, riscoprendo il valore degli alimenti, il legame con il territorio e l’importanza delle scelte quotidiane. Con questo obiettivo, sabato 10 ottobre, la Condotta Slow Food Valli Orobiche ha organizzato presso lo Spazio Polaresco di Bergamo una mattinata dedicata al tema del cibo buono, pulito e giusto per tutti, coinvolgendo circa 200 studenti del primo anno dell’Istituto Mamoli, accompagnati da una dozzina di docenti.
«Con questa iniziativa abbiamo voluto sensibilizzare le ragazze e i ragazzi che hanno appena iniziato il loro anno scolastico con noi su uno degli argomenti che sarà al centro del loro percorso di studi», ha spiegato Alessandra Violetta Corsi, professoressa e referente del progetto all’interno dell’Istituto Mamoli.
L’iniziativa ha offerto ai ragazzi l’occasione di avvicinarsi ai principi di Slow Food attraverso un’esperienza che ha unito conoscenza, partecipazione e attività pratiche. Il cibo, infatti, non è soltanto nutrimento: racconta la storia di un territorio, il lavoro dei produttori, il rispetto dell’ambiente e le tradizioni che contribuiscono a costruire l’identità di una comunità.
La mattinata ha dato spazio a laboratori sensoriali pensati per stimolare la curiosità degli studenti, avvicinarli alla conoscenza degli alimenti e far comprendere l’importanza della qualità delle materie prime e della consapevolezza nelle scelte alimentari.
Tra i prodotti presentati durante l’iniziativa, le mele dell’azienda agricola Il Giardino della Frutta di Rota d’Imagna, lo Stracchino all’Antica delle Valli Orobiche di Marco Fustinoni e gli Agrì di Valtorta della Latteria Sociale di Valtorta. Produzioni che testimoniano la ricchezza del patrimonio agroalimentare bergamasco e il valore delle competenze, delle tradizioni e della biodiversità che caratterizzano il territorio.
La mattinata è stata resa possibile dalla collaborazione di diverse realtà: l’associazione Oltre i Limiti, che gestisce lo Spazio Polaresco, Una Valle del Gusto, la cooperativa Archebus, l’azienda agricola La Sella e Slow Mais.
«Preservare le biodiversità e le diversità culturali vuol dire arricchire un territorio di esperienze e di opportunità», ha sottolineato Antonio Rottigni di Slow Mais, evidenziando l’importanza di far conoscere questi valori alle nuove generazioni, affinché siano più preparate ad affrontare le sfide del futuro.
Conoscere gli alimenti, le loro caratteristiche e le persone che li producono significa comprendere anche il ruolo che le scelte alimentari possono avere nella tutela dell’ambiente e nel sostegno alle economie locali.
L’incontro è stato anche un’occasione per far conoscere agli studenti le opportunità offerte dallo Spazio Polaresco, luogo di incontro, partecipazione e condivisione. «Lo Spazio Polaresco è un luogo aperto ai giovani e a disposizione dei giovani», ha sottolineato Norbert Casali, presidente dell’associazione Oltre i Limiti, che gestisce una parte della struttura. «Vogliamo fare in modo che gli studenti vivano questo spazio e che lo sentano come un luogo in cui poter condividere esperienze».
Casali ha ricordato anche la disponibilità di uno spazio gratuito dedicato allo studio e al lavoro, con copertura internet e apertura fino a mezzanotte: un servizio importante per gli studenti e per i docenti.
La giornata ha lasciato spazio anche alle riflessioni dei ragazzi, protagonisti di un’esperienza che li ha invitati a interrogarsi sul valore degli alimenti e sulle conseguenze delle proprie scelte.
«Non avevo mai ragionato su quante varietà di mele potessero esserci e non avevo neppure pensato a cosa potesse significare un cibo pulito e giusto sino ad oggi, al momento in cui ci è stato chiesto un nostro parere», ha raccontato una studentessa dell’Istituto Mamoli che ha partecipato all’iniziativa.
«È stato bello sentire che ciò che pensavo corrispondeva a uno dei principi a cui si ispirava la giornata e vedere nella realtà che alcuni di questi principi si possono concretamente realizzare. Spero di poter avere l’occasione di approfondire altri aspetti relativi al tema del cibo, anche e soprattutto in relazione alla salute e allo sviluppo di un territorio».
Parole che restituiscono il senso dell’iniziativa: non limitarsi a trasmettere informazioni, ma offrire ai giovani strumenti per osservare, comprendere e scegliere in modo più consapevole.
Per la Condotta Slow Food Valli Orobiche, investire nell’educazione alimentare significa promuovere una cultura del cibo attenta alla salute, alla sostenibilità, alla biodiversità e alla dignità del lavoro agricolo. La collaborazione tra scuola, associazioni, cooperative e produttori locali dimostra quanto sia importante creare occasioni di incontro tra i giovani e il mondo dell’agroalimentare, valorizzando le produzioni del territorio e le persone che ogni giorno si impegnano per mantenerle vive.
Perché il cibo buono, pulito e giusto per tutti non è soltanto un principio da condividere, ma un valore da imparare a riconoscere e praticare ogni giorno.















